L’Università di Cambridge ha perso un contenzioso per cybersquatting contro il proprietario di Cambridge.com. La giuria che ha esaminato il caso ha scoperto che l’Università e i suoi avvocati della Stobbs IP LTD hanno “seriamente descritto in maniera erronea” i contenuti del sito in questione.

La Kirkland Holdings LLC ha acquistato il nome di dominio Cambridge.com nel 2010 per 85.000 dollari, e successivamente ha creato un sito web per Cambridge (USA) e Cambridge (UK) sul nome di dominio.

Sembra che l’università sia venuta a conoscenza della controparte e del suo sito web quando un intermediario che agisce per conto della Kirkland Holdings tentò di vendere il nome di dominio. Il broker ha contattato un certo numero di potenziali acquirenti in entrambe le Cambridge, tra cui l’Università.

La giuria ha osservato che questo era accettabile, scrivendo:

Infatti, mentre il termine “Cambridge” si riferisce a diverse e importanti aree geografiche, è plausibile che ci possano essere altri attori del mercato potenzialmente interessati ad acquisire il nome di dominio contestato. La conseguenza di ciò è l’elevazione del prezzo del suo trasferimento.

L’Università ha anche presentato richiesta per tentare di bloccare le due domande di registrazione del marchio Cambridge.com, procedimento che potrebbe essere motivo di non risoluzione dell’UDRP. Questo ha messo l’università nella condizione di dover cercare di rivedere le proprie osservazioni originali sulla decisione dell’UDRP, per decidere se procedere con l’opposizione alla registrazione dei marchi. Stranamente, l’autore della denuncia ha sostenuto due cose diverse sui procedimenti paralleli, ha osservato la giuria in una nota in calce, spiegando su come sfruttare una delle due istanze come leva nelle altre:

Tale circostanza, un reclamo generalmente debole, ovvero prendere posizioni contraddittorie da parte del Ricorrente sulla questione sul fatto che una decisione in questo procedimento possa avere un impatto sulla sua opposizione alla richiesta di registrazione del brand, e la tempistica della sua opposizione, portano a riflettere sulla possibilità che il Ricorrente abbia portato questo procedimento con un ulteriore motivo – sia sostenere la sua causa dinanzi al TTAB o utilizzare l’UDRP come secondo fronte in una campagna più ampia.

La giuria ha stabilito che l’Università di Cambridge ha “seriamente descritto in maniera erronea” i contenuti del sito web Cambridge.com per cercare di far sembrare che il sito fosse solo una facciata. Il gruppo ha osservato che il sito era molto di più di quello, in quanto contiene informazioni utili per i visitatori di entrambe le Cambridge. Aggiungendo, poi, che “esistono chiaramente motivi sufficienti per l’accertamento di abusi”.