Il fine di questo articolo (che pubblicherò in inglese su diversi forum di settore) è quello di attirare un minimo di attenzione straniera sul nostro mercato secondario.

E’ fondamentale avere investitori, qualche migliaio di dollari in più che circolano potrebbero cambiare completamente la situazione statica in cui siamo immersi. Non è solo una opportunità di guadagno per “loro”, ma anche un guadagno potenziale enorme per i domainer italiani.

Già ora molte delle vendite di domini con key italiane a prezzi di fascia medio alta sono firmate da investitori stranieri, per lo più tedeschi (grazie alla vicinanza geografica). Non ritengo noi italiani meno intelligenti di chi viene a fare razzia di domini italiani, semplicemente chi ha soldi non comprende (ingnorando il settore), e chi conosce il settore raramente  ha diverse migliaia di euro da investire (me compreso).

Avere più investimenti in circolazione è l’unico modo per non cedere premium a cifre da beneficienza.

Ecco dunque dei dati oggettivi, che oltre ad illustrare l’opportunità di guadagno per gli investitori, ci da un quadro della nostra situazione infrastrutturale:

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Letterina ai Domainers stranieri

Immaginate di poter tornare indietro di 15 anni… Quando non c’era internet a banda larga, il 95% del commercio era offline e tradizionale, quando il domaining era agli albori o poco più.

Cari domainers, cosa fareste se aveste questa possibilità e qualche dollaro da investire? La risposta è evidente…

È come chiedervi: potendo tornare indietro di qualche anno comprereste dei premium .com a pochi dollari, o qualche Bitcoin?

Purtroppo questo viaggio nel tempo non è possibile farlo. O forse sì?

Benvenuti in Italia!

Alcuni dati:

Per la Commissione Europea l’Italia “è ultima nell’Ue per per quanto riguarda la diffusione di quella da 30Mps e della copertura delle reti d’accesso di nuova generazione”

“il loro progresso è più lento di quello del resto del continente” europeo. Inoltre, “la qualità delle linee di banda larga esistenti in termini di velocità sembra essere molto bassa rispetto alla media Ue”, con solo il 18,4% degli abbonamenti con velocità superiori a 10 Mbps contro il 66% dell’Ue.

Fonte: Repubblica

 

Siamo indietro, ci sono zone in cui più dell’80% delle persone non ha accesso alla banda larga. In altre parole non può utilizzare internet!

Fonte: Ministero dello sviluppo economico

 

In altri Stati dati come questi si registravano nello scorso secolo.

L’Italia è famosa per il turismo, ma io vi consiglio di venirci a trovare anche per un viaggio nel tempo, non è un’opportunità che capita spesso.

Il mercato dei domini in Italia è in costante crescita, ma siamo ancora all’inizio. Ed è all’inizio che si investe per guadagnare, in ogni Stato, anche nella mia “tecnologicamente arretrata” Italia.

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