Centinaia di nuovi nomi di dominio di primo livello sono, ad oggi, disponibili. Alcuni stanno hanno una performance decente, mentre altri non vanno proprio (per usare un eufemismo). Che il 2015 sia l’anno dei primi fallimenti di alcuni nuovi gTLD, a seguito dei quali un registrar decide di bloccare le vendite di nuovi domini per un tld specifico?

Le aziende dove la preoccupazione è maggiore sono quelle in cui vengono commerciati solo uno o due domini di primo livello e hanno uno staff molto esteso (avendo, quindi, parecchie spese generali). Se non troveranno una soluzione entro un anno, sicuramente andranno in fallimento.

L’ICANN ha anche provato a realizzare un piano di salvataggio i registri, imponendo loro di avere una linea di credito in caso di fallimento. Ma la domanda è: se un TLD fallisce, chi realmente sosterrebbe la sua linea di credito?

Lo scenario più probabile per i TLD falliti è che essi saranno divorati da un altro registro o da un registro tecnico backend. In un certo senso, stiamo vedendo già questo evento. Innovative Auctions ha già contribuito a vendere un TLD esistente. .HIV E .Promo (l’ultimo dei quali non è stato lanciato) saranno messi all’asta quest’estate.

In mancanza di interesse per queste aste, i fornitori di registro backend probabilmente assumeranno quotidianamente il controllo dei TLD falliti. Alcuni TLD si sono invece azzoppati da soli con delle restrizioni di registrazione onerose, andando a limitare l’interesse da parte di altri soggetti, e l’ICANN potrebbe prendere in considerazione un modo per ridurre queste restrizioni in caso di passaggio del TLD ad un altro soggetto in vista del fallimento.