Due nuovi nomi di dominio di primo livello saranno messi in asta mercoledì: le aste “in ultima istanza” per i domini .PING e .SRL si svolgeranno a partire da quel giorno in quanto uno dei candidati non ha voluto concludere in asta privata.

Google e mySRL GmbH si affronteranno per .SRL, un termine che si adatta perfettamente alle ragioni sociali di molte aziende, anche italiane. PING (società nell’ambito del golf) e Radix, invece, si batteranno per acquisire .PING.

La prima vuole il dominio come marchio. Radix, invece, lo vede come un gTLD ad ampio utilizzo. Ecco ciò che Radix pensa relativamente alla sua applicazione:

‘Ping’ è una parola che è sinonimo di brevi messaggi istantanei, conversazioni via chat, e-mail, notifiche e così via. Come verbo, ping significa ‘ottenere l’attenzione di’ o ‘verificare la presenza di’ un altro online. La parola è facilmente associabile all’energia, ai brevi discorsi ed alle esclamazioni. E anche per la popolazione è una parola onomatopeica simpatica ed accattivante, che lo rende un TLD divertente e facile da memorizzare.

Essendo ‘ping’ una parola generica, un sito web con questo TLD non può esser categorizzato come avviene per i gTLD già esistenti: .com è per le aziende, .biz per i business, .org per le organizzazioni, e i ccTLD sono destinati a specifici paesi. .Ping, al contrario, non categorizza, identificare o limitare il sito web della società, in quanto non è dotato di alcun preconcetto di significato.