Il furto di nome di dominio ottiene una maggior esposizione mediatica, in quanto il Wall Street Journal ha deciso di dedicare un articolo su questo tema, in quanto si tratta di un problema in grado di arrecare grandi danni alle aziende. L’articolo si concentra sul recente furto del dominio ShadesDaddy.com, ma cita anche altre aziende che sono state vittima di furti di dominio. Ad esser citati nell’articolo sono anche Phil Corwin, della Internet Commerce Association (ICA) e gli avvocati Enrico Schaefer della società Traverse Legal and David Weslow della Wiley Rein.

E si fa riferimento anche ai domainers, descrivendoli in una luce rispetto ai comuni articoli sugli investitori nel mondo dei nomi a dominio, chiamandoli “imprenditori che si accaparrano particolari nomi di dominio con l’intenzione di rivenderli“. Il furto dei nomi di dominio è un problema in rapida crescita. Nel caso di ShadesDaddy.com, la società ha presentato una querela e messo un sacco di pressione al nuovo registrar, in modo da riavere indietro il proprio dominio. Dominio che, per inciso, è tornato al legittimo proprietario in un paio di settimane.

La restituzione del dominio è stata molto più rapida del previsto: un uomo di Austin recentemente ha visto il proprio nome di dominio venir rubato e trasferito al registrar cinese ename (lo stesso registrar presso il quale era finito ShadesDaddy.com dopo il furto), ed il processo che lo ha portato a riavere il proprio dominio diversi mesi, in quanto il registrar scelto dall’uomo non aveva seguito una buona procedura per gestire il furto di dominio.