Google ha vinto i diritti per sfruttare il nome di dominio di primo livello .APP dopo aver pagato quello che potrebbe essere un prezzo record per un nome di dominio di primo livello. Ben 13 aziende erano in lizza per poter sfruttare il nome di dominio .APP, delle quali 12 erano ancora in ballo quando l’asta dell’ICANN è iniziata ieri. L’asta era così tesa che è terminata oggi, con il prezzo finale lievitato fino a 25.001.000 dollari.

Google ha battuto altri grandi marchi, come Amazon.com, per il nome di dominio. E si è anche dovuta scontrare con candidati del calibro di Minds+Machines, Radix e Famous Four Media. La società ora potrà offrire i nomi di dominio che terminano in .APP, una scelta naturale per il servizio Google Play.

Con il dominio in oggetto, è possibile che Google possa limitare le registrazioni per le imprese che hanno un’app sul Play Sotre, o utilizzare i domini per puntare direttamente a delle app nello Store. Tuttavia, la sua applicazione suggerisce che consentirà di utilizzare l’estensione .APP in maniera più ampia.

“La missione del nuovo gTLD proposto, .APP, è quello di fornire uno spazio dedicato agli sviluppatori di applicazioni. Il termine “app” è associato ad una vasta gamma di applicazioni, incluse le applicazioni mobile, web e le applicazioni basate sui browser, le applicazioni cloud-hosted e anche applicazioni desktop. Charleston Road Registry si aspetta che gli usi del gTLD saranno parecchi, senza limitarsi a una piattaforma o un provider specifico. La proposta di questo gTLD aumenterà la scelta dei consumatori, fornendo nuova disponibilità per il secondo livello dei domini, sui quali gli sviluppatori potranno offrire nuovi contenuti ed offerte. Inoltre, crea nuovi livelli di organizzazione su Internet e segnala il tipo di contenuto disponibile nel dominio.

3 partecipanti all’asta erano disposti a pagare almeno 19,4 milioni di dollari per il dominio, e due erano in lizza nell’ultimo turno che è iniziato a 24,3 milioni di dollari. Google ha fatto sfoggio di grande moderazione nel partecipare ad aste relative a dei TLD, vincendo solo una manciata di app. E non c’è da stupirsi se la società abbia fatto il tutto per tutto per ottenere il dominio .APP, dato che le altre aste vinte sono relative ai propri prodotti di base (ad esempio, .DRIVE, .DOCS).